Mi sforzo in tutte le maniere, ci penso e ci ripenso, ma non riesco a trovare un possibile accostamento tra la morte del ragazzo di Verona e la bandiera bruciata alla fiera del libro di Torino. Fini c’è riuscito. E allora ci voglio provare anche io… con il vostro aiuto! Per sciogliere “l’enigma” basta rispondere ad una semplice domanda. Supponiamo che vi siete rincoglioniti, che dovete confrontare per forza di cose due avvenimenti distinti, un accostamento che non riuscirebbe neanche al più ubriaco degli Emilio Fede in piena campagna elettorale; allora, se dovresti scegliere tra le due opzioni che le seguenti immagini rappresentano…


Tratto da www.repubblica.it

…ovvero tra bruciare una bandiera e la morte di un giovane ragazzo per motivi che definirli futili è riduttivo, cosa scegliereste? Lo so che tra di loro non hanno nessun collegamento (solo Fini e qualche suo cieco seguace lo vede), ma se proprio dovreste scegliere? Qual’è l’avvenimento che definireste più grave?

Per Fini è più grave la perdita di una bandiera che quella di un ragazzo! E sono costretto a dire questo visto che è stato LUI ad accostare questi due eventi. Un tentativo maldestro di post campagna elettorale, che sa di marcio e imperdonabile, visto il ruolo che ricopre.

A scanso di equivoci, bruciare la bandiera è un gesto grave a mio parere, in quanto una bandiera identifica tutta la nazione, e non soltanto una parte politica. Quando bruci la bandiera contesti tutto il popolo che si identifica in essa, anche quella parte (minoranza o meno) che manifesta attivamente contro la guerra.

Ma se Fini è davvero convinto di quello che dice, dovrebbe avere il coraggio di ripete quanto detto davanti ai parenti e agli amici di quel giovane di Verona, e non davanti al sempre “disponibile e lecchino con i potenti di turno” Bruno Vespa!

Restano solo due parole: vergognati Fini!

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